Programma 3° Anno |
Scuola Internazionale di Teatro Roma
Programmi per la Formazione Europea indirizzo Regia e Sceneggiatura: Art. n°7 del 3/4/08
INTERPRETAZIONE
I Teatri d’Avanguardia del '900
TEATRO ED ARTI FIGURATIVE
Dopo un’attenta analisi dei maggiori movimenti artistici del novecento, dal Realismo all’Espressionismo, dal Futurismo al Surrealismo, lo studio si concentrerà sul rapporto fra “arte figurativa” e “arte rappresentativa”. Come mettere in scena un quadro? Come ritradurre forme, colori e personaggi? Come rappresentare un ambiente e uno spazio? Quali testi e poesie integrare all’immagine? Quali musiche? Una lavoro affascinante di composizione a tutto tondo, alla ricerca di una qualità espressiva di parola e movimento, capace di mettere in scena un’atmosfera, un colore, una luce, dando così forma alla tormentata pennellata di Van Gogh, ai sognanti violetti di Chagall, al tratto deciso di Picasso.
Infine gli allievi presenteranno, in piccoli gruppi, una carrellata di “quadri scenici” che rappresentano diverse opere pittoriche, in una sequenza non casuale il cui apice poetico sarà proprio il passaggio tra un’artista e l’altro.
TEATRO SURREALISTA
Vedremo come gli elementi drammatici, spinti, al di là della logica, sfiorano il mistero, il limite umano. Partendo così dalle opere di Cocteau, ci muoveremo in un gioco di specchi in cui la farsa risponde al dramma, la tragedia alla commedia, la realtà alla fantasia e viceversa. I personaggi sono spinti all’estremo con un retrogusto ora di esasperata crudeltà, ora di soffusa ironia. Si ricercherà inoltre la funzione ispiratrice della poesia, in una concatenazione logica, di circostanze illogiche, che tendono al sovrannaturale.
J. COCTEAU
- Interazione fra musica, danza, teatro, pittura, scultura
- Utilizzo delle prime forme tecnologiche nella drammaturgia
- Rapporto fra arti plastiche e rappresentazione
- Elementi dadaisti e surrealisti
TEATRO DELL'ASSURDO
Analizzeremo tematiche e metodologie interpretative legate ai grandi temi psicoloci della nostra epoca. L’incapacità di comunicare, la solitudine, l'alienazione, l'abbrutimento, la crudeltà, lo scetticismo, verranno tradotti in una dimensione poetica irreale che rappresenta il vuoto esistenziale dell'uomo moderno. La sfera emozionale si riduce, i gesti sfioriscono trasmettendo segnali dal senso spesso impenetrabile, l’oggetto perde il suo valore funzionale e tutto diventa meccanico, illogico, “assurdo”. Una volta scardinate le convenzioni e le regole, si capovolge ogni criterio di verosimiglianza con la realtà. Su queste basi metteremo in scena personaggi che romperanno il nesso logico con l’azione, esprimendo il vuoto attraverso un linguaggio senza significazione, fatto di parole e gesti frammentati.
Dopo un periodo di sperimentazione su personaggi e dialoghi del teatro dell’assurdo, ed una serie di improvvisazioni su ambientazioni sia surreali che “nonsense”, gli allievi si eserciteranno su molteplici brani teatrali, tratti dalle opere dei principali autori delle “avanguardie”, valorizzando di volta in volta i meccanismi di scrittura ed interpretativi che caratterizzano la ricerca degli autori presi in considerazione.
A. JARRY
- Azzeramento della dimensione psicologica dei personaggi
- Riduzione dei processi psicologici esclusivamente egocentrici
- Rottura dei nessi logici come linguaggio della trama e dell'azione
- Mescolanza degli stili
- Disumanizzazione e meccanizzazione burattinesca dei personaggi
S. BECKETT
- L'oggettivazione dell’assurdo
- Svuotamento del gesto e della parola
- Personaggi come “antieroi”
- L'incomunicabilità
- L'assenza di memoria
- L’immobilità del tempo
- Trasformazione del dettaglio in evento attraverso la distorsione temporale
E. IONESCO
- Rottura tra individuo e realtà
- Il “ nonsense”
- Invasione progressiva della follia nel personaggio
- Passaggio dal burlesco al tragico
- L’irrealtà del reale
- Il linguaggio banale
- Dislocazione del linguaggio comune e quotidiano
- Esprimere il vuoto attraverso il linguaggio della parola e dei gesti
IL TEATRO EPICO
A partire dalla fine degli anni ‘30, Brecht elabora quell'originale forma di teatro, che definirà teatro epico, teso a provocare non emozioni, ma ragionamenti. Egli infatti non si propone di suscitare suggestioni, ma argomenti, favorendo non l'immedesimazione, ma il giudizio critico, che costringe lo spettatore ad una maggiore consapevolezza. La tecnica recitativa, distaccata e oggettiva, provoca nello spettatore un effetto di “straniamento” rispetto a quello che accade sulla scena, distanza che si amplifica inserendo riflessioni e commenti come didascalie, canzoni e cartelli che interrompono la vicenda. L’autore rinuncia inoltre a descrivere coinvolgenti conflitti psicologici nella relazione tra i personaggi. Questo “raffreddamento”, assimila la poetica brechtiana alla “Nuova oggettività” e ai messaggi di violenta denuncia che negli stessi anni elabora Georg Grosz nelle sue opere.
B. BRECHT
- Applicazione dei canoni basilari della drammaturgia epica
- Rifiuto di una tematica teatrale prestabilita
- Personaggi presentati nella loro schietta carnalità e fuori da ogni psicologismo
- Atteggiamento di fredda presentazione e verifica dei fatti trattati
- Tecnica dello “straniamento”
- L'opera d'arte globale
IL BAUHAUS - SCENOGRAFIE IN MOVIMENTO
Il Teatro del Bauhaus è basato sulla similitudine tra l'arte della costruzione e l'arte scenica; da questo l'idea di costruire delle forme geometriche intorno al corpo dell’attore, in rapporto allo spazio, questi “costumi in volume” sono delineati da strutture flessibili che ne disegnano i contorni con l’ausilio di proiezioni ed effetti illuminotecnici. Anche questo movimento artistico nasce con forti presupposti ideologici: suoi ideatori sono, per l’aspetto registico Erwin Piscator e per l’aspetto scenografico Walter Gropius, uno dei più importanti architetti dell’epoca e fondatore del Bauhaus. Tutto il Bauhaus tra gli anni ‘20 e ‘30 fu “un’officina di idee”, un progetto collettivo che chiamò a raccolta i migliori talenti d’Europa nel campo del design, delle arti applicate e dell’architettura.
Si sperimenterà così la scoperta del rapporto esistente tra scenografia e recitazione, tra arti plastiche e rappresentazione. La scenografia non rivestirà più il ruolo di sfondo o di cornice, ma ha una funzione “drammatica”, così come materiali grezzi ed oggetti scenografici quali scatole, valigie, giornali, ombrelli, etc., interagiranno con la scena e con l’attore. Gli oggetti verranno presi e “rovesciati”, le loro forme, ribaltate e capovolte nel significato, assumeranno una nuova potenzialità espressiva. Il lavoro sull’architettura dello spazio scenico è alla base di un’ interessante ricerca che la scuola porta avanti a diversi livelli: dalle sue forme più elementari fino alle complesse scenografie in movimento realizzate dagli studenti delle classi avanzate.
L' ASSURDO AL CINEMA: I MONTY PYTHON
Come cambia il meccanismo comico del “ teatro dell’assurdo” quando l’occhio del pubblico è una telecamera? Cosa cambia nel tempo comico, nella recitazione, nel corpo, nell’espressività del viso? Come interpretare dei personaggi che non dispongono di una vera e propria “identità” psicologica? Ancora una volta, il percorso di studio si concentra sulla differenza, all’interno di uno stesso stile, fra l’interpretazione teatrale e quella cinematografica. Questa volta i nostri referenti saranno “I Monty Python”, uno dei team più dissacranti del cinema inglese. Dopo aver visionato parte della loro filmografia, gli allievi saranno chiamati ad ideare ed interpretare sketch sull’assurdo ed il “nonsense”, usando, con le dovute accortezze, un linguaggio specificatamente cinematografico. Il percorso di studio teatro/cinema è alla sua terza tappa: dal realismo dei personaggi nel 1° anno, alla recitazione shakespeariana nel 2° anno, all’alterazione, assenza e paradosso dei personaggi surreali e “nonsense”.
Filmografia dei Monty Python
- E... ora qualcosa di completamente diverso (And Now For Something Completely Different 1971)
- Monty Python e il Sacro Graal (Monty Python and the Holy Grail1975)
- Brian di Nazareth (Monty Python's Life of Brian 1979)
- Il senso della vita (The Meaning of Life 1983)
- Un pesce di nome Wanda (di Charles Crichton, con Kevin Kline, John Cleese, J. Lee Curtis 1988)
Filmografia altra
- Frankestein Junior (di M. Brooks, con Gene Wilder 1975)
- Helzapoppin (di Henry C. Potter 1941)
La Commedia Moderna
L’approccio alla “Commedia moderna” consiste nello studio e rielaborazione di opere di autori del teatro contemporaneo.
E. DE FILIPPO
Nello studio delle opere di De Filippo, riprenderemo i temi e le tecniche d’improvvisazione della Commedia dell’arte. Ma qui il personaggio perde l’istintiva animalità della maschera, assumendo una connotazione psicologica che rappresenta un “tipo”, un modello esemplare. I personaggi di De Filippo nascono dal realismo e prendono spunto dalla vita quotidiana per divenire rappresentativi di drammi universali. L’aspetto “tragico” dell’uomo moderno scaturisce dall’eterno conflitto tra individuo e società.
- La regia trattata come parte integrante del testo
- Connotazione psicologica dei personaggi “tipo” come modelli esemplari
- Struttura narrativa classica - Uso del coro
- Ripresa dei temi e della tecnica d'improvvisazione della Commedia dell'Arte e della Farsa
E. LABICHE
Altro aspetto della commedia moderna, sono i personaggi di Labiche. Prenderanno vita “maschere borghesi”, ritratti idealizzati e caricaturali, esemplificati all’interno di storie di famiglia, amoretti e seccature della vita quotidiana. Il personaggio perde la connotazione realista e si muove su un doppio piano: da un lato la virtù, dall’altro il vizio, da un lato ciò che si è, dall’altro ciò che si vuole apparire. Ne nasce così una comicità di “movimento” e di complicità con il pubblico, all’interno di complessi intrecci della trama.
- Comicità di "movimento" in contrapposizione alla comicità di “battuta”
- Vivacità del personaggio
- I gusti, i guai, i vizi dello spirito piccolo-borghese
- Utilizzo delle regole fisse nella comicità
A. P. CECHOV
Su un altro piano di messinscena si muove Cechov: l’autore infatti impernia la trama sui “qui pro quo”, sulla sorpresa ed ironia dell’intreccio. Il racconto viene amplificato grazie alle continue rotture, agli incontri, ai ritorni, agli inseguimenti. Il personaggio è tipizzato fino all’inverosimile in un costante atteggiamento di assoluta lucidità. Il tempo sovrasta la scena, come eterno distruttore, ma d’improvviso tutto si rovescia attraverso un segno che diviene risolutivo.
- Tensione scenica alla ricerca dell’armonia
- Gusto del travestimento
- Connotazione del personaggio come strumento “fisso”
- Accenti melodrammatici rotti da continui “qui pro quo”
M. FRAYN
Il viaggio prosegue con Michael Frayn e la sua esilarante commedia “Noises Off”. Al suo interno riconosciamo quasi tutti i meccanismi comici: i giochi farseschi, la commedia di personaggi e contropersonaggi, la ripetizione, il tormentone, il doppio senso della battuta, la comicità di situazione, il dietro scena , il metateatro, l’assurdo, la disfunzione, la gag, l’equivoco, le reazioni clown. etc.
Per gli allievi sarà un’ottima palestra, per testare le conoscenze acquisite nel tempo, sul teatro comico.
- Il teatro nel teatro
- Comicità di “situazione” - Comicità di “ripetizione”
- Il “dietro scena”
- Ritmo e musicalità del personaggio/contropersonaggio
- Il doppio senso della battuta
COMMEDIA E CINEMA
Un’ulteriore, approfondita indagine interpretativa, verrà richiesta agli allievi in questo periodo di studio. Ci si concentrerà sulle diverse sfumature della commedia, esplorandone le derive cinematografiche. Il “noir” e lo humour “tipically english”, la commedia brillante, la commedia farsesca, il genere grottesco, soffermandosi su testi e sceneggiature cinematografiche e sulla coerenza immedesimativa dei personaggi. I film prescelti sono quasi tutte vicende “corali”, dove intervengono molteplici personaggi, ciascuno con le sue circostanze precedenti. Recuperando pertanto la tecnica del Metodo Strasberg, gli allievi proporranno versioni originali e personalizzate delle pellicole analizzate, sviluppandone sia l’interpretazione teatrale che quella cinematografica.
Filmografia
- Noir
- Caccia al ladro (di A. Hitchcock, con Cary Grant 1955)
- La congiura degli innocenti (di A. Hitchcock, con S. MacLaine 1956)
- Invito a cena con delitto (di R. Moore, con P. Falk, P. Sellers 1976)
- Arsenico e vecchi merletti (di F. Capra, con C. Grant, P. Lane 1944) - Grottesco
- La grande abbuffata (di M. Ferreri, con U. Tognazzi, M. Mastroianni, P. Noiret 1973)
- L’ultimo Capodanno (di M. Risi, con A. Haber, M. Bellucci, P. Natoli 1998)
- Parenti serpenti (di Monicelli con A. Haber, A. Cenci, M. Confalone, P. Panelli 1992)
- Brutti sporchi e cattivi (di E. Scola, con N. Manfredi 1976) - Commedia brillante/farsa
- Rumori fuori scena (di P. Bogdanovich, con M. Caine, C. Reed 1992)
- Funeral Party (di F.Oz, con M. Mac Fayden, R. Graves 2007)
- A piedi nudi nel parco (di G. Saks, con R. Redford, J. Fonda 1967)
La Satira e la Parodia nell'attualità
IL CARTOON E IL FUMETTO
Questo periodo sarà dedicato allo studio del Cartoon e del Fumetto, dove l'attore raccoglie e mette in scena gli spazi in trasformazione, le tensioni disordinate, gli impulsi vitali e frenetici che ci circondano. I drammi che andrà a creare assimileranno il flusso d’immagine, gli ambienti e i caratteri contemporanei. Abbandoneremo il descrittivo, la lentezza lineare del discorso verbale, per parlare a fotogrammi immediatamente leggibili. Lo stile della pantomima bianca si legherà al fumetto e al cartoon degli eroi animati e dei loro dialoghi onomatopeici. Il gesto pulito e veloce dell'attore coglierà i drammi di plastica dei supereroi più famosi, scoprendo che i loro caratteri, non sono che il risultato della trasformazione caricaturale dei “tipi fissi” della tradizione dell’arte, o degli eroi tragici, cui si associano tempi e ambientazioni futuribili. Pantomima fumettistica - Il linguaggio dei gesti - Le sonorizzazioni onomatopeiche - Tempi delle “gag”- Illusione di spazi oggetti e personaggi - Studio delle caricature - Meccanica del personaggio fumettistico - Le deformazioni caricaturali nel “parlato”.
IL BUFFONE MODERNO E LA PARODIA
Il buffone si inserisce sulla scena dell'attualità: nasce così il buffone moderno. Questa volta egli sarà totalmente mimetizzato nel personaggio che apparentemente interpreta. Ora gli allievi dovranno confrontarsi con l’imitazione credibile delle diverse ritmiche del parlato: dal cronista sportivo a quello di cronaca, dal martellante giornalista dei TG, al conduttore di un talk show piuttosto che una trasmissione di moda, di cucina fino alle urla esasperate delle più logoranti televendite. Una volta esercitata la parola, si studieranno i modi di fare, di apparire, i tic e le peculiarità psicologiche dei personaggi pubblici da parodiare.
LA SATIRA DI COSTUME
Lo studio della sociologia dei media, in particolare, l’analisi dei modi e dei tempi del messaggio trasmesso, prima ancora del suo contenuto, porterà l’allievo a guardare con occhio critico i molteplici spunti che ci offrono trasmissioni e programmi televisivi. Questi, come uno specchio deformato della realtà, ci rivelano, e al tempo stesso inducono, nuovi fenomeni di costume, che saranno usati per rappresentare una satira attualizzata dell’eterna commedia umana. Si tratterà di mettere inscena trasmissioni sportive e di cronaca, quiz, telenovelas, pubblicità, partendo da una totale adesione imitativa, per poi rivelare, attraverso i meccanismi derisori di disfunzione e paradosso, le forme apparentemente innocue di una manipolazione del pensiero in grado di interferire sui valori e i modelli comportamentali. Lo studio della decomposizione del movimento, giocherà un ruolo fondamentale nel rapporto fra immagine e fotogramma, nel tentativo di rendere una “dissolvenza”, un “replay”, un “go back” un “rallentato”, un “accelerato”, una “zoomata”, uno “zapping martellante”, trasformando il palcoscenico in uno schermo delirante.
Infine si comporranno degli “sketch di situazione” tanto più forti quanto più “veri” saranno i personaggi, progressivamente si svilupperanno i giochi satirici, sulla base delle molteplici improvvisazioni e delle scritture elaborate dagli studenti e messe a punto sulla scena.
STORIA DEL TEATRO, DELLO SPETTACOLO E DRAMMATURGIA
Nel 3° anno affronteremo lo studio del teatro contemporaneo. La storia del teatro del ‘900, pone l’accento
sulla centralità dell’attore. Con le avanguardie storiche: futurismo, dadaismo e surrealismo, nascono nuove forme di teatro: il teatro della crudeltà di Antonin Artaud, la drammaturgia epica di Bertolt Becht, il teatro dell'assurdo di Luigi Pirandello, Samuel Beckett e Eugene Ionesco, che modificano l’approccio alla messinscena, strada già aperta da Jean Cocteau, Robert Musil, e Henrik Ibsen. Spicca tra gli altri, per originalità Alfred Jarry l’inventore del personaggio di Ubu Roi.
La Repubblica di Weimar diventa il riferimento della sperimentazione per molti autori innovatori: Brecht, Majakovskij, Piscator e Lorca. Mentre Kostantin Sergeevič Stanislavskij e i suoi allievi, Mejerchol’d su tutti, porteranno al centro dell’attenzione la figura del regista, che unisce le funzioni classiche di autore e attore; esempio sono le regie del Teatro d’Arte di Mosca. Il teatro di parola diventa azione fisica e interpretativa dell’attore. Si sviluppano metodi che mettono l'accento sull’immedesimazione dell’attore con il personaggio (metodo Stanislavskij rielaborato in seguito da Lee Strasberg) e sul senso del gioco, della presenza e l’ascolto alla scena (metodo Jacques Lecoq). Il teatro negli anni ‘60 e ‘70, entra in contatto con il teatro orientale, lo yoga, le arti marziali, le discipline spirituali. Ora, il perfezionamento dell’ attore, è concepito come crescita personale. Anche in Italia, dal secondo dopoguerra ad oggi, si sviluppa il teatro di regia con figure di grande portata come Eduardo e Strehler. La funzione del regista, ora più ampia, determinerà la struttura stessa di uno spettacolo: psicologica, ludica etc. ed i metodi di recitazione: naturalismo, straniamento, immedesimazione, osmosi con la scena, etc. Grande è l’influenza di questi maestri sul movimento teatrale del dopoguerra , basti pensare all’Odin Teatret di Eugenio Barba, al teatro povero di Jerzy Grotowski, al teatro di denuncia del Living Theatre di Julian Beck e Judith Malina, fino alle applicazioni dell'Actor’s Studio di Lee Strasberg.
Drammaturgia e critica
- Il Teatro delle Avanguardie: Jarry, Cocteau, Artaud
- Il Teatro dell’Assurdo: Ionesco, Beckett, Pirandello
- Il Teatro Epico e Sociale: Brecht, Boal, Kantor
- Il Teatro di Regia, pionieri e fondatori: Stanislavskij, Craig, Appia, Copeau, Mejerchol’d
- Il Teatro di Regia del secondo dopoguerra: De Filippo, Strehler, Visconti, Fassbinder, Dürrenmatt
- Metodologia della critica
- Critica teatrale e cinematografica
REGIA E SCENEGGIATURA
Nel 3° anno la scrittura e la regia rivestono un ruolo fondamentale per la formazione dell’allievo, che pone l’accento sulla figura dell’attore-autore. Gli allievi analizzeranno il teatro del ‘900: dalle avanguardie al teatro di regia, dalla sperimentazione alla satira, dalle commedie farsesche a quelle surreali, con possibili applicazioni cinematografiche. Ancora una volta si scriveranno e metteranno in scena liberi adattamenti delle opere di molti autori e brani originali tratti dagli ambienti, tematiche e meccanismi interpretativi del nonsense, del teatro dell’assurdo, epico, surreale, etc. Gli allievi sperimenteranno brevi adattamenti di commedie d’autore (De Filippo, Frayn) e lavoreranno sul rapporto del teatro con le arti visive, costruendo sequenze di “quadri in movimento” che coniugano l’immagine alla musica ed alla poesia. Per concludere con l’acuta scrittura di sketch di satira di costume, che apre ad un lavoro: concettuale sui “media”, tecnico sul rapporto virtuoso con l’immagine ed il fotogramma ed interpretativo, imitatorio - parodico, capace di dar vita ad un’intelligente forma di cabaret.
- Sintesi, riduzioni e messinscena di un atto o un’opera degli autori trattati
- Scritture e messinscena originali: surreali, “assurde”, nonsense, etc.
- Analisi di un personaggio pubblico, ricerca del vocabolario: soliloquio imitatorio e parodico
- Analisi dei fenomeni di costume: ricerca del linguaggio, trasposizione satirica
- Costruzione di sketch sulla base dell’effetto moviola, zapping, etc.
- Drammatizzazione del fotogramma
- Scritture e messinscena di “quadri in movimento”: associazioni musicali, poetiche e letterarie
- Scritture e messinscena di brevi commedie “di situazione”
- Brevi soggetti e sceneggiature cinematografiche
- Sceneggiature di brevi “sit - com” ripresa e montaggio
PROGETTO E PRESENTAZIONE DI UNA SCENEGGIATURA E REGIA PERSONALE
La fase conclusiva di questo percorso, porterà ogni singolo allievo all’ideazione e presentazione di un vero e proprio progetto personale di scrittura e regia. Gli attori 4/6 allievi della scuola, interpreteranno le diverse sceneggiature, sotto la direzione del “neoregista” di turno. Il progetto di lavoro, affiancato dall’insegnante, si articolerà in diverse fasi:
1) Presentazione e discussione del progetto. 2) Tracciato Metodologico. 3) Prove con gli attori. 4) Verifica intermedia. 5) Presentazione pubblica. 6) Critica del lavoro.
- Scrittura originale o libero adattamento di letteratura teatrale o narrativa
- Scelta delle tematiche: sociali, psicologiche, epico narrative, oniriche, di attualità, etc.
- Scelta del linguaggio scenico, profilo dei personaggi
- Struttura della sceneggiatura (narrativa, di azione, lineare, quadri scenici, salti temporali, etc.)
- Scelta della forma recitativa e del movimento scenico
- Regie lineari, analogiche, surreali, interattive “quadri in movimento”, etc.
- Scelta delle parti e direzione degli attori
- L’architettura dello spazio, ambientazioni e coreografie
- La musica di scena, il costume, la scenografia
- Messa a punto dell’allestimento complessivo
EDUCAZIONE VOCALE E MUSICALE
- Il linguaggio nell’assurdo: frammentarietà, schizofrenia, incoerenza
- Rottura e trasformazione del sentimento nel parlato
- Partiture sonore: ripetizione ossessiva e circolare del testo
- Studio dell’onomatopeica e sonorizzazioni
- Il parlato nella satira: telecronisti, presentatori, annunciatori, etc
- Soliloqui umoristici e ironici
- Linguaggio aulico e sboccato
- Vocaboli inventati, deformati, impropri
- Automatismi verbali, le assonanze, il trascinamento delle assonanze
- Intensità e qualità della voce: il vibrato, il “growl” (rauca e gutturale), lo “scream” (strillata)
- Canzoni del repertorio popolare, classico, jazz, etnico
- Improvvisazioni jazz e “vocalese”
- Composizione ed esecuzione di brani con percussioni e voce
- Elementi di composizione
- Sezioni corali: soprano, contralto, tenore e basso
- Il gospel - Il musical - Il Rapporto solista-coro
TECNICHE DI MOVIMENTO ELEMENTI DI ACROBATICA
- Capriole, ruote, verticali
- Rovesciate avanti e indietro
- Leve, portair e piramidi umane
- Incidenti acrobatici
- La vestizione acrobatica
- Combattimenti acrobatici
- Cadute acrobatiche con oggetti
- L’azione quotidiana resa acrobatica
ESPRESSIONE CORPORALE E COREOGRAFIE
TEATRO-DANZA- Gesto quotidiano e sua astrazione |
ASSURDO E SURREALISMO - Pittura e movimento |
CINEMA E TELEVISIONE- La moviola; il fotogramma |
IL MUSICAL - Geometria dello spazio |
PEDAGOGIA TEATRALE
STUDIO TEORICO/PRATICO
- Elementi teorici di metodi e pedagogie teatrali
- Studio dei percorsi di rilassamento, respirazione, concentrazione, ascolto e interazione fra gli attori
- Studio dei “training teatrali”
- Studio del percorso sensoriale: training, preparazione sensoriale specifica, ricerca sulle circostanze
- Studio del percorso didattico: training, improvvisazioni, ambientazioni, esercitazioni di situazioni, esercitazioni su testi, messinscena
- Studio dei meccanismi e tempi comici
- Gestione di una lezione teatrale monografica o con particolari obiettivi formativi
TRAINING E TIPOLOGIE DI LEZIONI TEATRALI
|
“Il training teatrale” |
“La lezione teatrale” |
ORGANIZZAZIONE DEL SETTORE
- Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore
- La legislazione sociale: previdenziale e assistenziale
- La normativa fiscale e tributaria
- Organizzazione degli aspetti artistici e gestionali
- Il sistema progettuale:ideazione, pianificazione, esecuzione e completamento
- Produzione- Marketing e comunicazione
- Distribuzione e vendita
SEMINARI TENUTI DA DOCENTI INTERNAZIONALI
DIDIER GALLOT LAVALLÉE:
L'EVENTO - LA CONTAMINAZIONE
- Il travestimento e il costume nella creazione del personaggio
- Il manipolatore e "l'effetto speciale"
- La creazione della storia e delle ambientazioni fantastiche
- La narrazione evocativa
- Il derisorio, il surreale, il demenziale
- Il corpo e l'oggetto in relazione poetica - loro messa in scena
- Materie e forme, in rapporto al testo o alle dinamiche teatrali
UWE KÖLER:
TEATRO IMMAGINE-SCENOGRAFIA IN MOVIMENTO
- Elementi mobili nello spazio
- Riproduzione del corpo umano: assi, forme e colori
- La maschera umana con materiali riciclati
- L'effetto delle luci nell'azione drammatica
- Effetti pirotecnici: fumo, esplosioni, forme luminose, l'incandescenza, colorazione del fuoco
- Scenografie in movimento: teli, bambù, corde, metallo, cartoni, bidoni
- Scenografie disegnate, fumettistiche, in volume, in movimento, in trasformazione
JACOB OLESEN:
PANTOMIME E SONORITA' UMORISTICHE E FUMETTISTICHE
- Pantomime accelerate
- Pantomime fumettistiche
- Personaggi - Animali - Ambienti
- L'onomatopeica
- Sonorizzazioni
- Ritmi e armonie sonore
- L'oggetto quotidiano come strumento musicale
LA COMICITA':
ERIK DE BONT
- Training di simulazione sulla prontezza
- Presenza - Timing - Ritmo - Disponibilità
- Il senso della libertà e piacere del gioco
- Espressione vocale: cantare e fare musica
- Relazione con l'autorità
- Temi: Dio - l'Amore - il Sesso - la Morte
- Situazioni: la Cena - il Funerale - le Nozze - Partita di calcio
- Cori e orchestra
- Combattimenti e duelli
- Cadute - Disfunzioni
La dispensa relativa ai programmi della Scuola Internazionale di Teatro Roma, redatta dai responsabili della didattica teatrale della scuola, è stata approvata dai Programmi per la Formazione Europea indirizzo Regia e Sceneggiatura (Syllabi for the Actor European Training): Art. 7 del 3/4/08.
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